Fragilità ossea: un killer silenzioso che colpisce dopo i 50 anni

Dalla Campania un innovativo modello per individuare e seguire i pazienti con fragilità ossea

La fragilità ossea è una patologia tanto diffusa quanto subdola che si sviluppa in completa assenza di sintomi e senza indurre dolore, che  provoca un indebolimento diffuso e generalizzato dell’apparato scheletrico. Spesso le ossa diventano talmente fragili che è sufficiente un banale colpo di tosse a determinare la frattura delle costole o il semplice restare a lungo in piedi per causare la rottura del femore. Evidenti i costi, in termini sanitari per l'assistenza e la riabilitazione, ma soprattutto di salute e qualità della vita, in particolare se si considera che ad essere colpiti sono quasi una donna su tre dopo la menopausa ed un uomo su quattro dopo i 50 anni, nella maggior parte dei casi completamente inconsapevoli di essere affetti da fragilità ossea.

Per intercettare tempestivamente i pazienti con fragilità ossea e prenderli in carico avviandoli al più efficace triage per la cura e la prevenzione, il prossimo 17 febbraio, a partire dalle ore 10.45, nell’auditorium della Regione Campania all' Isola C3 del Centro Direzionale, un comitato di esperti consegnerà ai vertici regionali un innovativo modello clinico e gestionale come base per la predisposizione di uno specifico atto d’indirizzo. Messo a punto dopo un lungo lavoro di ricerca, confronto ed elaborazione, il modello costituisce decisamente una novità a livello nazionale e nasce appunto dall'esigenza di tutelare la salute nell’ottica della prevenzione.

Nato dalla collaborazione, attraverso tavoli tecnici multidisciplinari, di specialisti del calibro di Giuseppe Bifulco, Rosa Carrano, Annamaria Colao, Cristiano Coppola, Antonio Del Puente, Mario Delfino, Mariano Fusco, Giovanni Iolascon, Gabriele Peperoni, Gaetano Piccinocchi,  Maria Rosaria Romano, Luciano Sagliocca,  Vincenzo Schiavo, Ugo Trama e Maria Triassi, l’innovativo modello diagnostico, terapeutico ed assistenziale consente, attraverso specifici indicatori di rischio, non solo di individuare ma anche di prendere in carico e seguire in ogni fase, sul nostro territorio, i pazienti  con fragilità ossea, a rischio di fratture multiple e ripetute, avviandoli al miglior percorso terapeutico e riabilitativo e alla prevenzione delle recidive

Destinatari delle linee guida saranno quindi non solo gli ortopedici del Pronto Soccorso – i primi ad interagire con i pazienti che accusano fratture – ma anche reumatologi, endocrinologi, geriatri, internisti, nefrologi, ginecologi, medici di Medicina Generale, fisiatri e farmacisti. 

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