Come avere un seno da pin-up: da Napoli una tecnica innovativa che riduce dolore e tempi di convalescenza

Di nuovo attive dopo sole 48 ore dall'intervento, senza effetto gradino e nessun effetto schermo per screening e mammografie

La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia estetica più richiesto e più praticato: consiste nell'aumentare il volume del seno attraverso l’inserimento di apposite protesi. Non sempre, tuttavia, il risultato è all'altezza delle aspettative della paziente e non sono pochi i casi di donne che lamentano conseguenze negative o veri e propri danni.

«Tutte le donne - spiega Francesco D’Andrea, ordinario di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, alla Federico II di Napoli - desiderano avere un seno in armonia con il proprio corpo, perché da sempre è simbolo di femminilità e riveste un ruolo fondamentale nell'intimità sessuale. Alterazioni, anche lievi, della forma e/o del volume mammario possono essere motivo di perdita di autostima e di sex appeal, con conseguenti ripercussioni sulla sfera psicologica e sulla vita di relazione sociale».

In genere a richiedere questo tipo d’intervento al chirurgo plastico sono donne giovani con uno sviluppo modesto del décolleté  o che hanno subito una riduzione del volume mammario dopo una gravidanza o una drastica perdita di peso: «In questi ultimi due casi talvolta si associa anche un abbassamento del seno che, nelle forme più marcate, richiede un intervento aggiuntivo di mastopessi cioé di spostamento verso l'alto del complesso areola-capezzolo», aggiunge lo specialista.

Le tecniche più innovative puntano a garantire la funzionalità della mammella, lasciando cicatrici nascoste e assicurando risultati stabili e duraturi nel tempo. Tra le più interessanti, con risultati molto soddisfacenti sia dal punto di vista estetico che funzionale, quella praticata a Napoli proprio da Francesco D'Andrea: «prevede l’impianto della protesi sottofasciale - spiega il chirurgo -in pratica viene creata una tasca anatomica che è un giusto compromesso tra sottomuscolo e sottoghiandola con il vantaggio di eliminare l’effetto gradino, diminuire il dolore e ridurre i tempi della convalescenza. Infatti è possibile tornare a una vita attiva dopo sole 48 ore dall’intervento. Inoltre - prosegue - il posizionamento sottofascia dà la certezza di lasciare tutto il tessuto mammario al di sopra della protesi, che non va quindi a contrastare eventuali esami diagnostici come screening o mammografie».

Ovviamente affidarsi a un chirurgo plastico serio e specializzato è fondamentale: è il solo infatti che può valutare il tipo di intervento più idoneo in base alle condizioni ed alla tipologia di paziente: «Diffidate da chi vi illustra solo i risultati positivi e soprattutto diffidate dal “low cost” - avvisa i D'Andrea -  oggi in Italia, purtroppo, per fare il chirurgo plastico basta la sola laurea in Medicina e questo fa sì vi siano improvvisati e incompetenti, con seri danni per le pazienti».

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