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Travaglio: "Le inchieste di de Magistris bloccate da pezzi dello Stato"

 

Sono passati dieci anni dalle inchieste Why not e Poseidone, portate avanti da un Luigi de Magistris appena 40enne. All'epoca, il sindaco di Napoli era un pm della Procura di Catanzaro e con le sue indagini pestò i piedi a personaggi noti della politica e delle istituzioni, tra cui l'ex ministro Clemente Mastella. 

Quelle indagini furono tolte dal controllo di de Magistris e ci sono voluti dieci anni perché la Corte d'appello di Salerno decretasse che fermare l'ex pm fu un atto illegittimo. Un mese fa, infatti, la Corte ha accolto il ricorso di de Magistris.Su queste novità giudiziarie si è tenuto, questa mattina, un incontro con Marco Travaglio e il primo cittadino partenopeo, in una delle sale del Cinema Modernissimo. 

"Sono tra quelli che molto prima della Corte di Salerno scrisse che alcuni pezzi dello Stato bloccarono il lavoro di un giovane magistrato - spiega Marco Travaglio - Si capiva cosa stava accadendo. C'era un pm che stava dando fastidio e le persone coinvolte volevano eliminarlo. Presidente della Repubblica, Csm e altre istituzioni si schierarono contro quel magistrato. Oggi, quei personaggi sono ancora al potere". 

Why not fu un inchiesta che provava a dimostrare l'esitenza di un gruppo di potere che avrebbe fatto capo alla loggia massonica San Marino. I reati ipotizzati erano associazione a delinquere, truffa e corruzione. In Why not fu coinvolto anche Mastella. Poseidone, invece, indagava su fondi europei destinate a opere di depurazione a ha coinvolto anche vertici della Guardia di Finanza. "La verità su quei fatti non la sapremo mai - afferma de Magistris - E' molto grave perché quelle indagini arrivavano al cuore dello Stato e cercavano di dimostrare l'esistenza di un rapporto tra pezzi delle istituzioni, criminalità organizzata, logge massoniche. Hanno usato il tritolo per fermarmi".  

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