"The New Pope", Sorrentino: "Napoli è una città in cui il sovrannaturale ha un fascino misterioso”

Il regista premio Oscar e i suoi protagonisti raccontano l’atteso The New Pope tra anticipazioni e curiosità da backstage sulla serie

The Young Pope e The New Pope sono i capolavori di Paolo Sorrentino. Lui può essere amato, può essere odiato ma che la serie creata e diretta dal regista napoletano è unica nella sua perfezione soprattutto perché riesce a coinvolgere chi la guarda. Da quando è stata trasmessa l’ultima puntata di The Young Pope con Papa Pio XIII che si accascia all’improvviso durante il suo discorso ai fedeli ci si è chiesti se e in che modo andrà avanti la storia del giovane e bel pontefice Lenny Belardo e questa sera dopo tanta attesa andranno in onda su Sky Atlantic i primi due episodi di The New Pope con l’ingresso di un nuovo Papa interpretato da John Malkovich. 
22 settimane di riprese, 4500 costumi più di 9mila attori provenienti da 65 Paesi nel mondo fra protagonisti e figurazioni per The New Pope che alza ancora più il tiro anche per quanto riguardo la scelta delle location che sono aumentate rispetto a The Young Pope che è stato principalmente ambientato all'interno del Vaticano per The New Pope ci sono numerosi setting che vanno dall'Inghilterra a Venezia oltre ai teatri di posa di Cinecittà ricostruendo tutto il Vaticano e la Cappella Sistina che sono stati  ricostruiti nello studio 5 lo stesso usato da Federico Fellini. 

L’idea di The New Pope

La storia inizia con papa Pio XIII (Jude Law) in coma. Dopo una parentesi imprevedibile quanto misteriosa, il Segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando) riesce nell’impresa di far salire al soglio pontificio Sir John Brannox (John Malkovich), un aristocratico inglese moderato rispetto alle apparenti posizioni reazionarie di Pio XIII, fautore della teoria ‘La Via Media’, affascinante e sofisticato che prende il nome di Giovanni Paolo III. Il nuovo Papa sembra perfetto, ma cela fragilità e segreti. E capisce subito che sarà difficile prendere il posto del carismatico Pio XIII: sospeso tra la vita e la morte Lenny Belardo è diventato un Santo e sono ormai migliaia i fedeli che lo idolatrano finché non si risveglierà dal coma. 
La seconda stagione è incentrata sulla difficoltà dell'essere umano nell'affrontare valori assoluti che li mette alla prova dove non ci sono solo le ragioni di stato ma riflessioni filosofiche sulla fede e soprattutto sui dogmi dove anche i miracoli potrebbero far parte del gioco. I temi cari al regista premio Oscar ci sono tutti: le domande sull'amore visto in senso universale, i misteri e le contraddizioni degli esseri umani il loro modo di interagire, il loro rapporto con la fede. 
"The Young Pope per me ha voluto dire affacciarsi al futuro. Avere una libertà che al cinema non sempre si riesce ad avere" dice Paolo Sorrentino. Il successo di critica e di pubblico è stato sorprendente che è stata inevitabile la seconda serie nata già mentre si era al montaggio di The Young Pope "In quel periodo gli attentati terroristici sono cresciuti sempre di più e da questa urgenza di raccontare in qualche modo ciò che sta accadendo sono venute delle idee sulla seconda stagione" dichiara Sorrentino.
L’essenza di The Young Pope sta sicuramente nella costruzione dei personaggi che questa volta troviamo ancora più unici nelle caratterizzazioni delle loro complessità. Sono tutti alle prese con i loro conflitti. In ognuno di loro c'è un forte dualismo evidenziato scena dopo scena svelando una parte segreta di loro e non possono fare a meno di fare i conti con la propria solitudine perché come sostiene Sorrentino: “Qualsiasi narrazione è sulla solitudine. Lo è ancor di più se si parla della chiesa”. 
Il tocco di Paolo Sorrentino tra reale e irreale
È visivamente bellissima. C'è tutta l'estetica del cinema di Sorrentino che rendono The Young Pope e The New Pope delle opere d’arte che anche per trama superano anche alcuni dei suoi film realizzati per il cinema. La sua messa in scena visionaria si mescola ai recenti fatti dell'attualità. C'è l'immigrazione, il fondamentalismo islamico, la forte preoccupazione su cosa causerà la Brexit, le crisi e gli insopportabili scandali che la Chiesa deve affrontare anche nella realtà e che Sorrentino e i suoi sceneggiatori, Umberto Contarello e Stefano Bises, parlano apertamente senza tergiversare con inutili allusioni: "Anche se ho il mio mondo ho cercato di avere un piede nella realtà. Sono problemi che non si possono ignorare e che in 9 ore vanno affrontati. La realtà e irrealtà si rincorrono. Nel mio modo di fare cinema invento cercando di essere verosimile".
Anche in The New Pope ci sono battute fulminee da essere degne da rientrare nelle frasi citare tutti i giorni. C'è molta ironia che aiuta una rappresentazione realistica del mondo della chiesa dove Papa Lenny alias Jude Law pare essere assente ma la sua presenza è più forte che mai. Il suo silenzio è assordante e i fedeli si aggrappano a lui che è quasi in odore di santità dando, così, alla seconda stagione un manto metafisico, quasi ultraterreno: "Io vengo da Napoli, una città dove il sovrannaturale ha un fascino misterioso. Ci sono cresciuto e da bambino mi affascinava in modo morboso che ho voluto traslarlo nel raccontare il miracolo, uno degli aspetti che più mi interessano nella seconda stagione" racconta Paolo Sorrentino.

Un cast eccezionalmente oltre di sé

Il modo in cui ha affrontato i misteri della Chiesa ha appassionato le persone anche chi non ama lo spigoloso Paolo Sorrentino complice un cast composto da interpreti che Sorrentino ha definito come attori capaci di andare oltre di sé nelle loro interpretazioni.  In pole position ci sono loro tre: Lenny Belardo, sir John Brannoxx e Angelo Voiello interpretati rispettivamente da Jude Law, John Malkovich e Silvio Orlando.

Jude Law ritorna a vestire i panni di Lenny Belardo ossia Pio XIII, il papa consapevole della sua bellezza ma severo quasi intransigente per le sue iniziali posizioni reazionarie. "Per me è stata un'esperienza di vita eccezionale. Vivere a Roma ed entrare nella famiglia di Sorrentino" dice Jude Law e continua "riaffrontare Lenny da questa nuova prospettiva è stato esaltante. Il suo cuore è più aperto forse meno severo rispetto alla prima serie. E’ cambiato. Si è addolcito alla fine della prima stagione grazie anche alle persone che ha conosciuto durante il suo pontificato. Gli atteggiamenti, però, sono sostanzialmente gli stessi. È un personaggio ancora pieno di contraddizioni e adesso si sente quasi un messia". Jude Law è anche produttore esecutivo del progetto che ha trovato subito meraviglioso: "Si va ancora più a fondo nella complessità di Lenny anche perché si rende conto di non essere più solo un papa ma si suggestiona di avere dei poteri ed è stato interessante esplorare anche questo lato del personaggio". 

Ad attirare di più Jude Law è stata l’opportunità di ritornare a lavorare con Paolo Sorrentino perché: “Paolo è un grande narratore. Un grande sceneggiatore. A volte è come se coreografasse una danza, c'è un grande ritmo nel suo modo di girare, nel modo di creare effetti molto semplici ma potenti attraverso la posizione o il movimento di un attore". Dello stesso parere è John Malkovich: " Paolo è un grande cineasta ha un forte senso della geografia ed è un eccellente scrittore e in questa serie riesce ad affrontare la voglia della gente di credere in qualcosa di spirituale e anche nel credere che i miracoli possano accadere".

La novità più importante di The New Pope è l’ingresso di Malkovich, il personaggio di Sir John Brannox è stato scritto apposta per lui creando un nuovo Papa autorevole ma fortemente  insicuro, fragile, decadente per certi versi enigmatico, consapevole dei suoi limiti e di non essere forse all'altezza: "Avevo bisogno di JOHN Malkovich, un papa saggio, problematico in maniera totalmente diversa è più incline a me io sono meno volitivo rispetto a Pio XIII" spiega Sorrentino “ la differenza sostanziale sta nella loro ambizione. Lenny Belardo vuole essere Papa, per lui è una missione mentre JOHN Brannox non ci tiene più di tanto a esserlo e quando accetta la vede più come un'opportunità per curare le ferite.  Brannox è più moderato di Lenny che provoca e vuole anche scioccare nelle sue azioni".
Tra i due c’è il segretario di Stato il Cardinal Angelo Voiello che ha il volto di Silvio Orlando, la vera rivelazione delle due serie. Voiello è l'uomo che lavora dietro le quinte per garantire che l'istituzione non venga scalfita in nessun modo. Non è ascetico, opera concretamente ed è questo il suo modo di cedere in Dio. Per Paolo Sorrentino Voiello è il vero protagonista della serie: "Mi piace molto scrivere per Silvio Orlando mi riesce molto facile caratterizzare. Voiello è molto ironico a volte grottesco".

A questo si aggiunge Silvio Orlando: "Ringrazio Paolo perché mi ha regalato delle battute formidabili scrivendomi alcuni momenti che sono tra i più alti della mia carriera. Il personaggio di Angelo Voiello è sbocciato nella seconda serie. È arrivato nella sua massima maturità sia per quanto riguarda l'aspetto drammatico che quello comico. Come al solito Poalo ti dà degli spartiti meravigliosi facendoti suonare uno Stradivari del '700. Questo stato dà agitazione ma è magnifico perché ti mette nelle condizioni di fare cose inimmaginabili".  
Nella prima stagione Voiello è stato inaspettatamente il personaggio cult della serie: " Non mi sarei mai aspettato a questo punto della vita di interpretare un personaggio che oscilla tra il cult e il pop. Sono entrato un po' da clandestino nel bel mezzo di un cast internazionale" dice scherzando Orlando "E’ la cosa più difficile che ho fatto in vita mia. Angelo Voiello è un mediatore, sempre più politico. E’ apparentemente freddo molto distante anche dall'aristocratico e snob Papa Brannox. Ma che è sorprendentemente affettuoso ed empatico con Girolamo, un ragazzino molto malato, svela invece un suo aspetto inedito". 

La napoletanità in The New Pope

Il personaggio di Angelo Voiello è nevralgico nella seconda stagione ed è il cardine dei primi due episodi di apertura della serie. 
Un elemento forte nella costruzione del personaggio di Voiello è la sua passione sfegatata per la società calcio Napoli che manifesta in ogni forma dalla copertina del cellulare con sopra lo stemma del Napoli a il rivedere i goal del pipe de oro. E’ un altro credo per lui a cui è devoto come dimostra il suo ufficio che sembra un tempio dedicato alla squadra con sciarpe e la maglia di Maradona che ha incorniciato come una reliquia.
Ma la napoletanità in The New Pope non è espressa solo in Voiello e nel suo essere tifoso del Napoli. Durante il primo episodio la sequenza della liturgia per l’apertura del Conclave è accompagnata dal Secondo Coro delle Lavandaie de La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone.
Inoltre anche il personaggio di Papa Francesco II che non si può far a meno di pensare a Papa Bergoglio è napoletano interpretato dall’attore teatrale Marcello Romolo.

The New Pope al cinema

Presentato come evento speciale all’ultimo Festival di Venezia per coloro che volessero vederlo anche al cinema in inglese con i sottotitoli da lunedì 13 gennaio il cinema Delle Palme proietterà le due puntate andate in onda su Sky la settimana precedente.

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