Tagli di capelli per le persone meno fortunate: le iniziative dell'associazione "Salvi per un pelo"

Il Presidente dell'associazione Pasquale Penza racconta a NapoliToday dell'iniziativa e dei progetti futuri

L'associazione Salvi per un pelo

Si chiama "Salvi per un pelo" l'associazione di volontari parrucchieri nata con la finalità di apportare igiene, pulizia e sorrisi a persone bisognose.

Oggi l'associazione si è recata alle docce pubbliche di via Bernardo Tanucci, presso l'Albergo dei Poveri di Napoli, per tagliare i capelli gratuitamente a tutte quelle persone meno fortunate che ancora oggi dormono per strada e per dare a loro quel pizzico di benessere esteriore.

"La cosa più bella - racconta a NapoliToday il presidente dell'associazione Pasquale Penza - è stata vedere queste persone sorridere incredule, tanto che continuavano a chiederci se veramente fosse tutto gratis. Alla fine, avendo avuto in cambio sorrisi e ringraziamenti, siamo tornati ognuno di noi alle nostre dimore pieni d'amore".

"La nostra iniziativa - prosegue Penza - è nata nel 2016 dalla mia voglia di fare qualcosa di concreto per le persone meno fortunate. Facendo un giro di telefonate siamo riusciti a mettere su un gruppetto assieme a mio cugino parrucchiere per signora, mia moglie che si diletta agli shampoo e mia cognata che si occupa di estetica. Così è cominciata la nostra splendida avventura. Dopo un'apparizione in tv a Portobello sulla Rai, un collega di Domodossola ha deciso di regalarci poltrone e lavabo e grazie a Padre Francesco della mensa del Carmine Maggiore, siamo riusciti ad ottenere un po' di spazio per poter regalare tagli e sorrisi a tanti clochard di Napoli, così come facciamo anche presso le docce pubbliche dell'Albergo dei Poveri, alla Casa di Tonia e al Binario della Solidarietà".

"Adesso nel futuro prossimo - conclude Penza - vorremmo avere la possibilità di creare dei corsi di avviamento professionale per i ragazzi in difficoltà della nostra città, in modo da poter formare futuri barbieri e parrucchieri, e magari addirittura pensare di metter su botteghe per loro. così da poter gridare a voce alta 'Salvi per un pelo'".

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