Pasqua, le tradizioni dei napoletani: a piedi al Santuario della Madonna dell'Arco

Risale al 1450 la devozione a questa particolare effigie della Madonna, conservata nel Santuario di Sant'Anastasia, a 13 km da Napoli

(foto A. De Cristofaro/NapoliToday)

E’ una manifestazione straordinaria di fede, amicizia, solidarietà e forza – fisica e d’animo – la Pasqua dei napoletani devoti alla Madonna dell’Arco. Mesi di preparazione per realizzare il tosello o carro, sempre diverso e legato ad episodi della Passione di Cristo o della storia della Madonna, gli stendardi, rigorosamente dipinti e rifiniti a mano, le divise – bianche, con finiture in rosso e azzurro, i colori del mantello della Madonna. Poi, finalmente, nel Sabato Santo la prima “uscita”: la processione per il quartiere, con soste di omaggio ad alcune edicole votive. Uno spettacolo straordinario di sincronismo ed abilità nel portare un carro di quasi 700kg di peso tra vicoli e viuzze e auto in sosta.

A seguire in particolare le attività dell'Associazione dedicata alla Madonna dell'Arco che si trova in Piazza Mercato, ogni anno giungono da tutto il mondo fotografi e studiosi delle tradizioni: si tratta infatti di manifestazioni del sentimento di religiosità popolare che sopravvivono soltanto in pochi centri del Sud Italia.  La processione con il tosello portato a spalla e poi il pellegrinaggio, a piedi, per 13 km, fino al Santuario di Sant’Anastasia è un rito che si ripete sempre uguale e sempre diverso. Lo scorso anno ha coinvolto circa 400mila persone. Un oceano, con regole rigorose per l’ingresso e il tempo di permanenza in chiesa, fissate dal Rettore, padre Alessio Maria Romano.

La devozione dei napoletani per la Madonna dell'Arco risale al 1.450 quando, secondo la tradizione, avvenne il primo miracolo dell' effigie della  Madonna, collocata sotto un arco dell'antico acquedotto, nei pressi di Sant'Anastasia. 

Quest’anno, per la prima volta, la “paranza” –  i gruppi di fedeli che muovono assieme ricordano infatti le barche di pescatori quando salpano – di Piazza Mercato partirà poco dopo la mezzanotte, per essere al Santuario all’alba di lunedì in Albis. Il percorso si fa a piedi in segno di devozione, scalzi e - nell'ultimo tratto - in ginocchio per grazia ricevuta.  

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