Riti del Lunedì in Albis: a piedi fino al Santuario della Madonna dell'Arco (LE IMMAGINI)

Il pellegrinaggio al Santuario di Sant'Anastasia costituisce una delle più emozionanti e antiche manifestazioni di fede popolare dei napoletani

Lungo il solco di una tradizione secolare è iniziato nel primo pomeriggio di Pasqua e andrà avanti fino alla mezzanotte di oggi il pellegrinaggio dei devoti all’effigie della Madonna dell’Arco custodita nel Santuario omonimo, a Sant’Anastasia. Sono circa 400mila i fedeli attesi, provenienti da tutta Napoli e provincia. Arrivano camminando a piedi, per chilometri, completamente scalzi o indossando semplici calzerotti, in segno di devozione e penitenza o per grazia ricevuta.

Per motivi di ordine pubblico e sicurezza, vietati quest’anno i carri allegorici o toselli, i pellegrini sono così partiti per lo più alla spicciolata, in piccoli gruppi o, anche, da soli. Già dalla notte all’esterno del Santuario c’era una marea umana, composta e silenziosa, in divisa bianca con fasce rosse e azzurre: i colori del mantello della Madonna. Reggendo gli stendardi di famiglia o di quartiere, rigorosamente dipinti a mano, attendono diverse ore in piedi per potersi avvicinare (a circa 3 metri) all’immagine sacra. Tantissimi i bambini e gli anziani.

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Nel Santuario i più devoti entrano strisciando e baciando il pavimento, o in ginocchio, mentre invocano la Madonna con le parole e i modi di una tradizione secolare, fatta di un sentimento religioso arcaico e istintuale: per i  suoi fedeli la Madonna dell’Arco è “madre” viva e vera, con cui parlare, litigare, piangere, urlare, o cui cantare il proprio amore. Frequenti le scene di isterismo e i malori gestiti da un’efficientissima macchina organizzativa che garantisce prontissima assistenza medica, e assicura massimo ordine e sicurezza. Tra i più numerosi e antichi il gruppo di pellegrini della cosiddetta "paranza" di Piazza Mercato, composto da quasi 200 persone.  

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