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La carica dei 100mila per salvare il Pianeta

Un onda di studenti ha invaso le strade di Napoli per il Friday for the future e manifestare contro il cambiamento climatico. Dito puntato contro le multinazionali e gli investimenti sul carbone. Città paralizzata per ore

 

C'è chi ha detto 50mila, chi 80mila, chi 100mila e oltre. Numeri a parte, la certezza che caratterizza il corteo napoletano per il Friday for the future è nello straordinario colpo d'occhio. Un'onda di giovani ha invaso la città per manifestare contro i cambiamenti climatici. Per dare un'idea della dimensione della marcia, quando la testa del corteo ha raggiunto piazza Nicola Amore, la coda non era ancora partita da piazza Garibaldi, con migliaia di persone ancora bloccate nelle fermate sottorranee di metropolitana e Circumvesuviana. 

Presenti molte scuole di Napoli e provincia, associazioni, attivisti e semplici cittadini. Sui cartelli e sulle bandiere esposte in strada, messaggi ai governi di tutto il mondo e denunce nei confronti delle multinazionali che vendono prodotti con ingombranti confezioni in plastica e investono nel settore del carbone. Dopo aver percorso tutto corso Umberto, il corteo è giunto a piazza Dante e dopo una breve sosta è andato avanti, bloccando il traffico proveniente da via Foria e da Capodimonte. 

Un'azione massiccia e significativa che per alcune ore ha paralizzato la città. "E' finito il tempo in cui restremo a guardare i nostri politici distruggere l'ambiente e arricchirsi con lo smaltimento dei rifiuti. Siamo in strada per riprenderci ciò che ci appartiene di diritto e per garantirci un futuro" le parole di Gennaro Piccirillo, uno degli organizzatori del Friday for the future napoletano. 

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