De Luca e la movida: "Ferma alle 23, mai più rincretinirsi con droghe e alcol"

Nessun passo indietro del presidente della Regione rispetto all'ultima ordinanza. Appello alle forze dell'ordine: "Dieci ammende per ogni agente al giorno a chi non indossa la mascherina, e conterremo il fenomeno"

"Abbiamo alle spalle una settimana importante, un passo in avanti verso la normalità. Ci siamo mossi secondo il modello Campania, che consiste in tre obiettivi: aprire tutto senza fare passi indietro successivi, tutelare la vita delle nostre famiglie, dare un aiuto alle fasce deboli e alle imprese in difficoltà. Ci siamo mossi in questi giorni come per il passato, cioè in modo ordinato e semplice". Inizia così il messaggio alla cittadinanza diffuso oggi da Vincenzo De Luca, governatore della Campania, a proposito dell'emergenza Coronavirus.

"La Campania ha difeso l'unità nazionale"

De Luca è tornato sulla vicenda che negli ultimi giorni ha tenuto banco, ovvero degli screzi con Palazzo Chigi a Proposito di questo momento della Fase 2.

"In questi giorni devo dire è sembrato capovolgersi il ruolo tra regioni del Sud e del Nord. Il Sud è stato rigoroso, e al Nord c'è stata ammuina - ha spiegato - A proposito dell'accordo che non avremmo firmato col Governo, devo dire non c'era alcun accordo da firmare. La Regione Campania ha difeso l'unità dello Stato contro la tendenza a frantumare il Paese in 20 regioni-staterelli. Una settimana fa dovevamo decidere quale istituzione dovesse certificare lo stato dell'epidemia, se 20 Regioni o lo Stato italiano attraverso il Ministero della Salute. Noi abbiamo sostenuto questa seconda ipotesi. Quanto succede in una Regione pesa poi in tutto il Paese, quindi è lo Stato che deve decidere. È paradossale, ma noi abbiamo difeso la centralità dello Stato, e il Governo invece ha preferito dare alle Regioni la responsabilità. In coerenza con le nostre precedenti posizioni ci siamo mossi anche una settimana fa. Le Regioni devono gestire tutta la sanità, ma lo Stato centrale non può rinunciare alla sue funzioni rispetto al diritto alla salute".

"Abbiamo riaperto più tardi per una questione di serietà"

De Luca è tornato anche sulle riaperture, calendarizzate diversamente nella nostra Regione. "Un altro punto per cui ci siamo differenziati è l'apertura. Il governo da lunedì 18 voleva aprire tutto, e noi avevamo chiesto le linee guida per far preparare in tempo i negozianti. Il governo ha emesso le linee di sicurezza la sera prima. È evidente che sarebbe stato irresponsabile aprire in quelle condizioni. Ci siamo presi perciò altri quattro giorni per dare tempo agli esercenti di adeguarsi. Si apre dando il tempo agli operatori di prepararsi, con serietà".

I tre contenziosi col Governo

Il governatore ha parlato anche di tre contenziosi aperti con l'Esecutivo, chiedendo a Palazzo Chigi di dare prova, risolvendoli, di voler effettivamente procedere verso la sburocratizzazione del Paese. "Noi sosteniamo il Governo, con questi chiari di luna meglio evitare altri problemi - ha dichiarato ancora Vincenzo De Luca - ma dobbiamo capire alcune cose. Ad esempio le zone rosse. Le misure di ristoro economico devono riguardare non solo le zone rosse identificate dallo Stato, ma anche quelle identificate dalle varie Regioni. Altra cosa. Come Campania dobbiamo avere 240 milioni di euro incamerati anni fa dal ministero dell'Economia, sarebbe il momento di sbloccarli. Cosa vuol dire parlare di sburocratizzazione, se in mezz'ora si potrebbero sbloccare questi fondi e non lo si fa? Noi intensificheremo la nostra battagli al riguardo. Terzo punto. Il decreto rilancio o ripresa, non ricordo come si chiama, chiamiamolo il 'decreto poetico' perché con questi nomi si fa poesia, contiene fondi per la sanità. Noi chiediamo venga equilibrato il riparto tra Regioni. Siamo la Regione che riceve meno pro capite".

"Aggiungo - ha poi concluso su questo punto - che va eliminato il reato di abuso di atti d'ufficio a proposito degli amministratori locali. La legge vale per dirigenti pubblici e amministratori locali ma non per il governo centrale. Questa è la cartina di tornasole per capire se si va verso la sburocratizzazione o si fanno solo chiacchiere inutili".

Piano socioeconomico e lavoro

Il presidente della Campania ha poi parlato delle misure economiche messe sul tavolo dalla Regione e sull'impegno di Palazzo Santa Lucia sul tema lavoro. A proposito della Cassa integrazione, De Luca ha spiegato: "Mancano all'appello almeno 40 o 50 milioni di euro, ne approfitto per chiedere al Governo di provvedere, ci aspettiamo le misure economiche per provvedere". "Sottolineo ancora una volta che siamo l'unica Regione d'Italia ad aver approvato un piano socioeconomico dal valore di quasi un miliardo. Stiamo dando una prova eccezionale di rapidità ed efficienza amministrativa, facendo arrivare i soldi in tasca a cittadini e imprese". De Luca ha sottolineato quindi quanto si sta facendo per le imprese, per i professionisti, per le famiglie, in fatto di bonus di sostegno economico anticrisi.

"L'obiettivo è che non si aggiunga crisi economica a quella sanitaria. Aggiungo a proposito del concorsone varato alla fine dello scorso anno, che a inizio giugno i 47 candidati riammessi grazie al ricorso faranno le prove, e tra giugno e luglio si inizierà a lavorare. I primi 3mila stanno per iniziare. Questo in attesa di nuovi bandi per altri 3mila giovani. Anche l'Eav ora procederà con altre 200 assunzioni nei prossimi due mesi, e stiamo lavorando per un piano di sfruttamento di terreni del Demanio che dia lavoro ad altri giovani, vi darò poi ulteriori notizie in merito".

La ripresa delle attività

Capitolo riaperture e Fase 2. "Per quanto riguarda le attività ripartite, è ripreso quasi tutto. Ci siamo preoccupati di spiegare col cucchiaino cosa bisogna fare per distanziamento e sicurezza nei ristoranti. In questi giorni prenderemo altre decisioni su piscine, palestre, bed and breakfast, che vorremmo far partire il 25, per gli zoo, le attività di diporto e la possibilità di andare in barca per i residenti campani. Autorizzeremo anche gli stabilimenti balneari".

C'è un però. "Teniamo bloccata la movida alle 23 di sera. Abbiamo visto cosa è successo ed era ampiamente prevedibile. Nessuno può immaginare che tornare alla normalità voglia dire tornare a quanto c'era prima. È cresciuta una massificazione alienante anche per la socializzazione e il divertimento. Cogliamo l'occasione per avere di sera meno droga, cancellare l'abitudine di rincretinirsi con superalcolici che mandavano ragazzini in coma etilico. Non generalizziamo ovviamente, ma questi fenomeni hanno assunto una dimensione impressionante. Colpa di gestori irresponsabili a volte, che non hanno spesso esitato a rovinare la vita dei giovani. Riprenderemo queste attività, ma non per ora. Si devono umanizzare i comportamenti dei ragazzi. Vorremmo arrivare a epidemia zero ma anche a cafoni zero. Anzi lancerei una campagna internazionale, no boor, cafoni zero. Servirà un controllo serio e effettivo delle forze dell'ordine".

L'appello alle forze dell'ordine

"Ho avuto notizie di un intervento delle forze dell'ordine in un ristorante sul Lungomare, ieri, per un assembramento - ha proseguito De Luca - Chiedo al Ministero dell'Interno controlli massicci delle forze dell'ordine contro gli assembramenti, altrimenti questo Paese tornerà nel disastro dell'epidemia. Io chiedo che sia pubblicata ogni giorno la lista delle ammende per chi non indossa la mascherina. Se ogni esponente delle forze dell'odine fa 10 ammende al giorno, già daremo una mano a contenere il fenomeno. Sono mesi decisivi per fare il modo che quello che quanto apriamo resti aperto per sempre e per la salute dei nostri cari".

Il futuro del turismo

"Faremo - ha aggiunto il governatore a proposito della sua idea di rilancio della Regione - una campagna di promozione turistica internazionale, che inizierà con l'anniversario della venuta di Wagner a Ravello. Vogliamo utilizzare il brand Campania Sicura per promuovere il turismo. Dobbiamo essere rigorosi e azzerare il contagio anche per questo".

L'attuale situazione sanitaria e il focolaio di Ariano Irpino

"Concludo - ha poi aggiunto il presidente della Campania - parlando della situazione sanitaria. Siamo arrivati a fare ormai 6mila tamponi al giorno. Abbiamo deciso di spegnere definitivamente il focolaio ad Ariano Irpino. Lì si sono fatti 15mila test sierologici, una cosa unica in Italia e metteremo i risultati scientifici a disposizione di tutto il Paese. Ringrazio i cittadini di Ariano per la responsabilità. Non ringrazio però quella decina di irresponsabili che ha determinato questo problema. Abbiamo cominciato con una festa di carnevale organizzata da una scuola paritaria diretta da un ordine religioso con la partecipazione di oltre 200 persone. Quella festa era illegittima. Si sono contagiate le suore, l'istituto scolastico e la comunità esclesiastica. Poi si sono contagiati 5 nuclei familiari. Poi il gestore di un bar, che è andato a Milano, è tornato e ha contagiato clienti. Poi un medico e la moglie hanno contagiato persone nell'ospedale Frangipane. Poi in una struttura sanitaria privata abbiamo avuto 31 casi tra gli ospiti e 7 tra gli operatori. Insomma: comportamenti non solo irresponsabili, ma anche illegali, per cui abbiamo allertato la magistratura. Hanno arrecato un danno immenso all'Irpinia oltre che alla città. Ho voluto dirvi queste cose per un dovere di sincerità. Abbiamo fatto un lavoro a tappeto, i 4 positivi di ieri sono l'ultima coda del focolaio di Ariano. Però ora bisogna comportarsi responsabilmente, le feste sono proibite, così come gli assembramenti".

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Il futuro

"Dovremmo fare attenzione ancora negli ospedali. Ora c'è di nuovo mobilità diffusa e nei pronto soccorso arrivano tantissime persone. Mercoledì faremo una riunione con i pediatri su come muoverci in vista della riapertura dell'anno scolastico. Presenteremo un programma di sostegno alla ricerca sul Covid, 7 milioni di euro che daremo ai ricercatori della nostra regione". "Guardiamo con fiducia al futuro - ha concluso De Luca - ma portiamo avanti comportamenti responsabili, mascherina e distanziamento sociale. Un piccolo sacrificio che, anche con l'arrivo del caldo che renderà le mascherine meno sopportabili, continuiamo a chiedervi. Noi dobbiamo arrivare a zero contagi, non so se è chiaro. Questo anche perché non sappiamo cosa succederà tra settembre e ottobre. Vi chiedo di aiutarci ad aiutarvi, non prendiamo mai queste misure a cuor leggero. Se saremo responsabili, usciremo fuori da questa epidemia a testa alta".

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