Vincenzo Sacchettino (Danielino), l'intervista: il buio e la luce dopo Gomorra

L'attore rivela di aver attraversato dei momenti difficili, dopo la prima stagione di Gomorra, poi superati grazie all'amore per la recitazione. L'intervista di NapoliToday

Vincenzo Sacchettino ha interpretato, nella prima stagione di Gomorra, Danielino, il ragazzino, che viene raggirato da Ciro Di Marzio e coinvolto in alcuni atti criminosi in cambio di una bella moto, tra i quali un efferato omicidio, per il quale verrà poi ucciso dal boss rivale Conte, assieme a suo fratello.

Oggi, Vincenzo Sacchettino ha pubblicato un corto, "L'inganno", nel quale racconta di scelte sbagliate e di una nuova consapevolezza raggiunta.

Com'è andata l'esperienza sul set di Gomorra, come sei stato scelto?
La mia primissima esperienza “cinematografica” è stato il corto “Ciro”di Sergio Panariello, che mi ha permesso di partecipare al festival "No crime" dove vinsi un premio come “miglior attore rivelazione”. Mentre proiettavano il corto nella sala c’era uno dei registi di Gomorra, la serie e mi fu affidato da subito il ruolo di “Danielino”.

Cosa ti ha dato dal punto di vista professionale?
L’esperienza sul set di Gomorra è stata ovviamente bellissima e mi ha permesso di conoscere persone stupende che ancora oggi mi stanno vicino. Dal punto di vista professionale mi ha dato tanto, anche perché ho avuto la fortuna di lavorare con persone con più esperienza che mi hanno trasmesso tanta energia.

Cosa pensi del prodotto Gomorra? Pensi ci sia rischio di emulazione da parte soprattutto dei più giovani?
Il prodotto Gomorra è evidentemente di altissima qualità e dietro ci lavorano ottimi professionisti. Forse c'è un po’ troppa violenza, ma d’altra parte ha dato luce ad episodi sconcertanti realmente accaduti ed è comunque pur sempre fiction.

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Nel corto l'inganno parli di errori che hai compiuto. Puoi dirci come ne sei uscito?
Tutti commettiamo errori, ma il mio è stato quello di farne sempre di più, perché come dico nel testo  de "L'inganno", pensavo di fare bene, invece producevo distruzione, non materiale, ma mentale, sentivo il fascino del potere.

Come proseguono vita e carriera come attore? Hai mantenuto dei rapporti con qualcuno di Gomorra?
Oggi frequento il teatro Napoli est (Nest) dove siamo andati in scena con “la Sposa prigioniera” di Gianni Spezzano e ho in programma alcuni progetti che per ora non posso ancora svelare. Sono rimasto comunque in contatto con il regista di Gomorra, Claudio Cupellini, Marco D’Amore, Domenico Balsamo. Persone fantastiche che mi hanno sempre dato buoni consigli, sopratutto Claudio Cupellini.

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