Gli auguri del cardinale Sepe: “Senza speranza Napoli è morta”

Le sue parole durante il “Te Deum” al Duomo di Napoli. “Sia l'anno dei giovani”

"Il 2020 sia l'anno dei giovani, di appagamento dei loro sogni e delle loro aspirazioni, del pieno riconoscimento dei loro diritti". E' l'auspicio per Napoli espresso dal cardinale Crescenzio Sepe nel corso della celebrazione del Te Deum ieri sera nel Duomo partenopeo. "Napoli - ha detto l'arcivescovo - non abbassa la testa: c'è un'inesauribile forza di dentro pronta a soccorrerla anche quando tutto sembra perduto, quando il buio cala su di essa per la protervia di alcuni e di forze del male che quel buio se lo portano dentro e cercano di trascinare la città in un folle disegno di violenza. Così le sirene dell'emergenza suonano da ogni versante, compreso quello delle aziende e delle fabbriche che chiudono, o che dismettono rami di attività, un tempo fiorenti e oggi messe sotto accusa anche per il devastante impatto ambientale". Alla domanda "che fare?", il cardinale Sepe spiega che "non c'è altra risposta che la speranza. Niente serve di più a Napoli e alla sua gente, soprattutto ai suoi giovani. Senza speranza Napoli è morta".

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"Non ha futuro e stenta a vivere anche un presente che rischia di sfuggirgli ogni giorno di mano", dice. Secondo l'arcivescovo di Napoli, "è paradossale che la città sia tornata al centro di un grande interesse internazionale. Non sono solo i flussi turistici ad avere riscoperto Napoli: l'arte, la cultura, numerosi organismi e istituzioni di grande profilo continuano a rivolgere la loro attenzione sul grande patrimonio e sul significato stesso della città nel nuovo ordine mondiale. Ma la speranza non è attesa, la speranza non è rinvio a domani ma è fare e tutti siamo chiamati a fare, a mettere in atto progetti finalizzati al bene di tutti, specialmente dei più deboli. E' l'impegno che dobbiamo assumere oggi, in questo momento di riflessione e di ringraziamento al Signore per l'anno che ci ha dato da vivere e per quello nuovo che si apre davanti a noi".

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